Chatbot AI sotto esame Antitrust: mancata trasparenza su errori e prezzi

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19 Maggio 2026, di Anna Fabi – PMI.it

L’Antitrust impone ai chatbot di intelligenza artificiale il rispetto delle regole sulla trasparenza commerciale. Le istruttorie aperte su DeepSeek, Mistral e NOVA AI si sono concluse con l’impegno assunto da ciascuna azienda a fornire avvisi permanenti e informazioni in italiano, chiarire i limiti delle risposte generate e le condizioni dei servizi offerti. Il rischio di risposte inesatte va infatti comunicato prima che l’utente si registri o che acquisti il servizio affidando una decisione al sistema.

Chatbot AI: regole di consumo e trasparenza

L’AGCM ha esteso dunque la vigilanza sulle pratiche commerciali scorrette ai sistemi di AI generativa, concentrandosi sul rischio delle cosiddette allucinazioni, cioè risposte inesatte, fuorvianti o inventate prodotte dal modello a fronte di una richiesta dell’utente.

Le istruttorie hanno riguardato DeepSeek, Mistral e NOVA AI, con accettazione degli impegni ai sensi dell’articolo 27, comma 7, del Codice del Consumo. L’Autorità ha chiuso i procedimenti valorizzando le misure adottate per rendere più chiari limiti, avvertenze e caratteristiche dei servizi.

Avvisi permanenti sulle risposte inesatte

Il primo intervento riguarda i disclaimer nelle interfacce di chat. Le società si sono impegnate a mostrare avvisi permanenti, in lingua italiana, sulla possibilità che le risposte generate dai sistemi AI contengano informazioni non accurate (le cosiddette “allucinazioni”).

Nel caso NOVA AI, l’avviso previsto informa l’utente che le risposte IA potrebbero non essere accurate e invita a verificare le informazioni. Il disclaimer viene collocato nell’area di utilizzo della chat e collegato ai termini e condizioni in italiano, così da rendere l’informazione accessibile durante l’uso del servizio.

Informazioni pre-registrazione e acquisto

L’AGCM ha posto attenzione anche alla fase precedente alla registrazione o all’acquisto. L’informazione sul rischio di contenuti inesatti o fuorvianti incide sulla scelta commerciale dell’utente anche quando il servizio viene offerto gratuitamente, perché può orientare l’uso del sistema e le decisioni prese a valle.

Gli impegni riguardano quindi siti, app, schermate di registrazione, condizioni contrattuali, privacy policy e pagine dei servizi a pagamento. L’obiettivo è rendere visibili, prima dell’adesione, limiti del servizio, funzioni incluse, piani disponibili e prezzi.

Ruolo della piattaforma di accesso

Nel procedimento su NOVA AI Chatbox, l’Autorità ha esaminato anche la rappresentazione del servizio. NOVA viene presentata come piattaforma che offre accesso, tramite un’unica interfaccia, a più chatbot basati su modelli di intelligenza artificiale.  Gli impegni chiariscono che il servizio aggrega l’accesso a diversi modelli e non offre una nuova chatbot autonoma. Per gli utenti diventa così più chiaro il valore della versione gratuita e di quella a pagamento, insieme alle differenze tra modelli, piani e funzionalità incluse.

Prezzi e piani AI in evidenza

Nel caso NOVA AI, il procedimento ha esaminato anche le caratteristiche del servizio gratuito e a pagamento, con particolare attenzione alle informazioni date all’utente sulle versioni dei sistemi AI accessibili tramite abbonamento. Per le imprese che vendono servizi basati su AI, il messaggio riguarda la costruzione dell’offerta commerciale: piani, funzionalità, limiti, modelli inclusi e prezzi devono risultare comprensibili prima della decisione di acquisto.

Impegni vincolanti

Profilo esaminatoImpegno assunto
rischio di risposte inesatteavvisi permanenti in lingua italiana dentro le interfacce di utilizzo
registrazione e acquistoinformazioni più visibili prima della scelta dell’utente
termini e condizionimaggiore accessibilità e versione italiana per gli utenti localizzati in Italia
piani a pagamentodescrizione più chiara di prezzi, funzioni e contenuto dei servizi
servizi aggregatichiarimento sul ruolo di interfaccia unica per l’accesso a più chatbot

Gli impegni accettati dall’AGCM diventano vincolanti per le società coinvolte. In caso di mancata attuazione, il Codice del consumo consente sanzioni amministrative pecuniarie da 10mila a 10 milioni di euro. Nei casi di reiterata inottemperanza, l’Autorità può disporre anche la sospensione dell’attività d’impresa per un periodo fino a trenta giorni.

AI Act e Codice del consumo

La decisione AGCM si inserisce in un quadro regolatorio più ampio, dove l’AI Act per le imprese disciplina rischi, obblighi e tempistiche europee, mentre il Codice del consumo interviene sulla correttezza delle informazioni offerte agli utenti. Il caso dei chatbot mostra come la vigilanza possa arrivare anche prima della piena applicazione di tutte le norme europee sull’intelligenza artificiale. La comunicazione commerciale, la chiarezza delle condizioni e gli avvisi sui limiti del sistema diventano già oggi terreno di controllo.

Controlli aziendali su chatbot e strumenti AI

Per le aziende che integrano chatbot in assistenza clienti, vendita online, onboarding, consulenza automatizzata o supporto interno, il provvedimento AGCM suggerisce una verifica dei flussi informativi. L’utente deve sapere quando interagisce con un sistema AI, quali limiti hanno le risposte e quali condizioni regolano l’uso del servizio.

Il problema riguarda anche l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle PMI italiane, sempre più diffusa e spesso ancora poco integrata nei processi. Nei servizi rivolti a clienti e consumatori, l’AI richiede messaggi comprensibili, responsabilità interne e verifica dei contenuti generati.

Dal tool al servizio AI venduto ai clienti

Quando un chatbot viene usato solo come supporto interno, il rischio principale riguarda qualità del lavoro, verifica delle risposte e uso corretto dei dati. Quando invece il sistema entra in un prodotto, in un abbonamento o in una piattaforma rivolta agli utenti, entra in gioco anche la trasparenza commerciale. Il salto dai tool agli agenti AI nelle imprese rende questo controllo ancora più delicato: più il sistema dialoga, propone, ordina o indirizza scelte, più le informazioni sui suoi limiti devono essere inserite nel percorso dell’utente.

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